IL CENTRODESTRA E LE NUOVE CAMICIE VERDI-NERE

piazza-maggioreIl messaggio che arriva da Piazza Maggiore è in parte nuovo in parte vecchio, quasi antico. La rinnovata espressione della leadership di Lega Nord e Fratelli d’Italia rappresenta il nuovo conio, anche se in presenza di politici di professione e dalla lunga carriera politica. La riproposizione dello schema coalizionale “Casa della Libertà” (sul palco c’era anche il rappresentante del Partito dei pensionati) viceversa ribadisce il format classico dei conservatori italiani. Se per un verso sarebbe troppo banale ribadire che non è stata un’operazione “nostalgia” né che sarà plausibile ripetere i fasti del 1994 o del 2001, dall’altro andrebbe enfatizzato che trattasi di un elemento di forte continuità. La discontinuità dei protagonisti cela un profondo radicamento sociale e politico dell’alleanza. Dal 1993 (elezioni amministrative: fu Berlusconi proprio alle porte di Bologna che sdoganò l’alleanza con i post fascisti e con la Lega Nord) al 2011 quei partiti hanno marciato e colpito insieme, tranne che per un breve periodo in cui la Lega si è allontanata per “andare da sola”. Leggi tutto “IL CENTRODESTRA E LE NUOVE CAMICIE VERDI-NERE”

THE PRESIDENTIALIZATION OF POLITICAL PARTIES

THE PRESIDENTIALIZATION OF POLTICAL PARTIES
My post on Presidential-power blog

PartiesPRESWhat actually makes a president of the Republic a leader in (semi-)presidential regimes? And when, if ever, is it possible that a party leader, once he or she has become the head of government in a parliamentary regime, can come close to the style of leadership in similar cases in which the separation of powers exists? If the institutions influence the behavior of politicians, and thus of the parties, it is necessary to understand and explain if and in what way it is possible to refer to ‘presidentialized’ party organizations outside of the institutional context that defines its characteristics: the presidential regime.

The presidentialization of politics is a relatively new and important phenomenon. However, the term presidentialization has become highly debatable. In particular, the more contentious side is offered by the suggestion that presidentialization of politics could make (semi) presidential regimes and parliamentary ones more similar to presidentialism. Leggi tutto “THE PRESIDENTIALIZATION OF POLITICAL PARTIES”

Kasparov vs Putin

la recensione su “Doppiozero” del volume di Garry Kasparov

Il giocatore di scacchi per eccellenza, il campione del mondo per tre lustri. Il rimando mentale alle scuole sovietiche per bambini prodigio e le tetre atmosfere di periferie ostili. Oppure Ingmar Bergman e la partita con la morte. Bene, lasciamo da parte (per ora) queste facili suggestioni. Il testo di Garry Kasparov,  non è un libro su Vladimir Putin. O meglio non parla soltanto della eccezionale (intesa come non deroga a varie “norme”) carriera e storia politica e di potere del presidente russo. Kasparov dimostra di essere un fine analista politico, un esperto di relazioni internazionali, un profondo conoscitore della storia russa ed europea, nonché un potenziale diplomatico.feature photo

Nonostante i toni usati per commentare le fantasmagoriche vicende di Putin e del suo clan siano per niente paludati, ma franchi, diretti e non proprio consoni al protocollo esigente e dettagliato delle sedi diplomatiche, il lettore che pensasse di scovare un (banale) compendio di editoriali, commenti e analisi politiche scritte da un (o forse il) giocatore di scacchi per eccellenza, temporaneamente votato all’impegno civico-politico, rimarrebbe abbastanza deluso. La saggia e coraggiosa scelta di un editore “minore” (in quel mondo di case editrici artigianali di solito si annidano titoli e autori più interessanti dei “best seller” da vetrina) consente di interpretare agilmente il Kasparov pensiero. Leggi tutto “Kasparov vs Putin”

The Impact of Economic Crisis on Turnout in Italy

CONTEMPORARY ITALIAN POLITICS N. 2/2014 (link)

This article deals with voter turnout and the economic crisis, and focuses on the results of the 2013 parliamentary elections in Italy. A consolidated tradition of studies has attested to the impact of a negative economic cycle, unemployment and various issues related to the economy, on the decision whether or not to vote, although the results remain controversial. Some scholars have asserted that, during a period of crisis, voters react positively, using their collective voice to demand more attention to their interests. Others argue that negative circumstances distance citizens from the electoral arena bringing a higher rate of abstention as a consequence. The peculiarity of the political situation in the period leading up to the 2013 election in Italy (the unexpected end of Berlusconi’s government in 2011, the period of transition under Monti’s technocratic government and the rise of the Five Star Movement [MoVimento Cinque Stelle, M5S] as a new competitor) strongly influenced voters’ evaluations of how political parties were going to compete and whether, or for whom, they would vote. Survey results show that discontented voters largely used abstention as a strategy to express their resentment, but that the most politically engaged preferred to choose a radical party (M5S), rather than refusing to vote.